Teodosio Martucci recensisce l'arte di Roberto Frascarolo
Recensione sull'arte di Frascarolo
Che il linguaggio di un pittore nel corso del tempo possa subire profonde ed anche contraddittorie trasformazioni, pur mantenendo inalterata una sua sostanziale unità di fondo, costituisce una indubitabile prova della profondità e consapevolezza e consapevolezza creativa di un artista. Una considerazione metodologica, questa, che ben corrisponde alla personalità pittorica di Roberto Frascarolo come si può evincere dalla sua appassionata vicenda nel campo delle arti visive.
Sul principio degli anni settanta nelle sue prime concrete opere, l’artista indirizza il suo progetto visivo verso forme di stilizzato naturalismo, frutto di una calcolata disposizione ad incastro di rettangoli e quadrati in cui, nell’alternarsi fra toni chiari prevalentemente blu e rosa, prendono consistenza e forma una visione marina, una natura morta o un paesaggio. E’ importante sottolineare come a livello compositivo la coesione tra i vari tasselli dell’immagine avviene, non tanto per soluzione geometrica, quanto per richiami strettamente cromatici, per tipologie formali allusive, per relazioni figurali associative. Un inizio di pittura che si colloca nel solco della ragionata e moderna figurazione con ascendenze che possono apparire, a nostro avviso, in sintonia con il periodo figurativo di Piet Mondrian, ma anche senza mancare di far capolino ad alcuni echi dell’ingenua stilizzazione Art-Nouveau.
Ben presto, comunque, cominciano ad emergere, nel pensiero di Frascarolo, obiettivi di radicale innovazione per quanto concerne il suo linguaggio artistico e le conseguenze di questi propositi, validamente fondati, non tarderanno a manifestarsi. In opere successive a quelle finora alle quali s’è fatto cenno la tendenza figurativa, praticamente scompare ed il dipinto si vivacizza per l’intervento di sagomati frammenti a tinta unica oppure articolati al loro interno in maculati grafici e cromatici che imprimono spazio e movimento alla composizione. I quadrati ed i rettangoli permangono, ma più come sistema di potenziale orientamento visivo di dialettico confronto con il curvilineo fluttuare del frammento che come struttura organizzativa dell’insieme dell’immagine. Questa impostazione che si ricollega ad una prospettiva formale di geometria organica più che logica, rappresenta il nuovo filo conduttore dell’indagine estetica di Frascarolo.
Un’indagine che si approfondisce sempre più ed è in grado di ricondurre il singolo dettaglio compositivo ad una coerente ed automatica sintesi spaziale, come si può ravvisare nel dipinto "Metamorfosi" in cui triangoli geodetici, ovoidi ed ellissi si uniscono in un simultaneo ad armonico complesso. Sono immagini di persistente originalità che ben difficilmente possono trovare equivalenti con aspetti dell’odierna ricerca artistica ma che, forse, possono, a nostro avviso, essere in certa corrispondenza più con la scultura che con la pittura contemporanea. E più precisamente con il bio-morfismo di un Hans Harp con il ritmo ciclico ed evoluzionista della plastica di un Henry Moore.
Una tendenza biomorfica che, comunque, non annulla completamente lo schema geometrico e neppure lo presenta come stato della necessità o, meglio, della casualità razionale. Ma lo propone come riduzione conclusiva e fantastica del contemporaneo assestarsi di tutti gli elementi compositivi nella catarsi obiettiva della forma. A livello tecnico bisogna sottolineare, inoltre, la perizia esecutiva con cui vengono realizzati suoi dipinti che sono caratterizzati da un minuscolo pulviscolo cromatico a cui annoda duttile contrappeso la purezza tonale dei verdi smeraldo, del blu matissiano, del rosa incarnato e la nitidezza della conduzione lineare di salda circolazione grafica.
Qualità estetiche e formali che si possono apprezzare anche nelle sculture, per il calcolato incastro dei volumi nel loro bianchissimo profilarsi, ottenuto, sfruttando con intelligenza piccoli intervalli spaziali, simmetriche deviazioni leggeri dislivelli nella corrispondenza tra le masse plastiche. Un ulteriore verifica della cospicua elaborazione mentale e visiva a cui è pervenuta la proposta ideativa di Frascarolo. Si può ritenere che il linguaggio sia in continua evoluzione e certamente non mancherà di pervenire in futuro a nuove estetiche visualità.
Pertanto Frascarolo si configura come viva presenza nel campo dell’arte contemporanea, la cui espressione creativa andrà sempre più indagata e motivata nella sua libera e originale esperienza inventiva.
Autore: Teodosio Martucci